Il rugby moderno è associato alla Rugby School, in Inghilterra. Secondo la tradizione, nel 1823 lo studente William Webb Ellis prese il pallone con le mani e corse verso la linea avversaria, ma l’episodio non è storicamente dimostrato. La prima tappa documentata fondamentale risale al 1845, quando alcuni studenti della scuola scrissero un primo regolamento. Nel rugby union si può correre e calciare in avanti, ma il pallone deve essere passato con le mani lateralmente o all’indietro. Integrità, passione, solidarietà, disciplina e rispetto sono i valori ufficialmente riconosciuti da World Rugby.
Il rugby in Inghilterra non è soltanto uno sport.
È parte della storia delle scuole britanniche, della cultura sportiva del Paese e di un sistema educativo nel quale competizione, disciplina, collaborazione e rispetto delle regole hanno sempre avuto un ruolo importante.
La nascita del rugby viene tradizionalmente collegata alla cittadina inglese di Rugby, nel Warwickshire, e alla scuola che porta lo stesso nome.
La famosa storia di William Webb Ellis, lo studente che avrebbe afferrato il pallone e iniziato a correre durante una partita nel 1823, è diventata il racconto simbolico delle origini dello sport. Le fonti ufficiali precisano però che la sua autenticità è stata messa in discussione: ciò che è documentato è il ruolo decisivo svolto dagli studenti della Rugby School nello sviluppo delle prime regole scritte.
Oggi il rugby viene praticato in numerosi Paesi e in diverse formule. Il legame con l’Inghilterra rimane però visibile:
- nel nome dello sport;
- nella Rugby School;
- nella storia della Rugby Football Union;
- nel trofeo della Coppa del Mondo dedicato a Webb Ellis;
- nel vocabolario tecnico inglese;
- nella cultura dei club e delle scuole;
- nei valori attribuiti al gioco.
Per un giovane rugbista, partecipare a un Rugby Camp in Inghilterra significa quindi allenarsi nel Paese maggiormente associato alla nascita del rugby moderno, usando l’inglese dentro e fuori dal campo.
In breve: le tappe principali della storia del rugby
1823
William Webb Ellis avrebbe corso con il pallone durante una partita alla Rugby School.
1845
Alcuni studenti della Rugby School scrivono il primo regolamento conosciuto della scuola.
1871
Nasce la Rugby Football Union.
1871
Scozia e Inghilterra disputano il primo incontro internazionale.
1886
Irlanda, Scozia e Galles fondano l’International Rugby Football Board.
1890
La federazione inglese entra nell’organismo internazionale.
1900
Il rugby a 15 appare per la prima volta ai Giochi olimpici.
1987
Si disputa la prima Rugby World Cup.
2016
Il rugby torna alle Olimpiadi nella versione rugby sevens.
Perché l’Inghilterra è considerata la patria del rugby?
L’Inghilterra è considerata la patria del rugby moderno perché lo sviluppo decisivo del gioco è collegato alla Rugby School.
Nell’Ottocento le scuole britanniche praticavano diverse forme di football. Ogni istituto poteva adottare regole proprie e non esisteva ancora una distinzione universale tra calcio e rugby come li conosciamo oggi.
Alcuni giochi consentivano un maggiore utilizzo delle mani, il contatto fisico e la possibilità di fermare l’avversario. Altri privilegiavano il gioco al piede.
Fu all’interno di questo ambiente scolastico che il rugby iniziò progressivamente ad assumere caratteristiche riconoscibili.
Non è quindi corretto cercare un unico istante nel quale qualcuno avrebbe inventato dal nulla l’intero sport.
È più preciso dire che:
il rugby moderno nacque attraverso la progressiva definizione di regole sviluppate nelle scuole, nei club e nelle federazioni britanniche dell’Ottocento.
La Rugby School diventò il simbolo di questo processo e diede il proprio nome al nuovo codice sportivo.
William Webb Ellis ha davvero inventato il rugby?
Secondo la tradizione, nel 1823 William Webb Ellis partecipava a una partita di football alla Rugby School.
Durante il gioco avrebbe preso il pallone tra le braccia e sarebbe corso verso la linea avversaria, mostrando quello che una celebre iscrizione definisce un “fine disregard for the rules”, cioè un audace disprezzo delle regole in vigore.
L’episodio è diventato famosissimo.
A Webb Ellis sono dedicati:
- una statua davanti alla Rugby School;
- una targa commemorativa;
- il trofeo della Coppa del Mondo maschile;
- numerosi racconti sulla nascita dello sport.
La Webb Ellis Cup porta il suo nome proprio in omaggio a questa tradizione.
La storia è documentata?
Non in modo conclusivo.
Il racconto emerse diversi decenni dopo il presunto episodio e non esiste una testimonianza contemporanea che dimostri con certezza che Webb Ellis abbia inventato il rugby attraverso una singola azione.
Anche World Rugby presenta l’episodio come una leggenda.
Il significato storico della storia non consiste quindi nell’avere identificato con certezza un unico inventore. La sua importanza è soprattutto simbolica: rappresenta il momento in cui il rugby iniziò a differenziarsi dagli altri giochi scolastici con il pallone.
La formulazione più corretta è:
Secondo la tradizione, William Webb Ellis compì nel 1823 il gesto simbolicamente associato alla nascita del rugby, ma l’episodio non è storicamente provato.
Le prime regole scritte del rugby
La prima tappa documentata fondamentale arriva nel 1845.
Tre studenti della Rugby School scrissero un regolamento del football praticato nella scuola e lo raccolsero in un piccolo libro.
Queste regole non coincidevano ancora con il rugby union contemporaneo, ma contribuirono a:
- definire comportamenti ammessi e vietati;
- rendere il gioco più uniforme;
- permettere alle squadre di affrontarsi con regole condivise;
- diffondere termini destinati a entrare nel linguaggio del rugby;
- trasformare un gioco scolastico in uno sport organizzato.
World Rugby riconosce il ruolo degli studenti della scuola e indica il regolamento del 1845 come il primo insieme scritto di regole collegato a Rugby School.
Perché scrivere le regole fu così importante?
Finché ogni scuola seguiva un proprio codice, organizzare una partita tra istituti diversi era complicato.
Prima di giocare bisognava decidere:
- quando fosse consentito prendere il pallone con le mani;
- come fermare l’avversario;
- quale fosse l’obiettivo;
- quali azioni assegnassero punti;
- come riprendere il gioco;
- quali comportamenti fossero considerati scorretti.
La scrittura delle regole permise al rugby di sviluppare un’identità autonoma e di diffondersi oltre i confini della scuola.
La nascita della Rugby Football Union
Il 26 gennaio 1871 i rappresentanti di 21 club si riunirono a Londra e fondarono la Rugby Football Union, conosciuta come RFU.
La federazione contribuì a rendere più uniforme il regolamento e divenne l’organismo di riferimento del rugby inglese.
Nello stesso anno venne organizzato il primo incontro internazionale della storia del rugby, disputato tra Scozia e Inghilterra il 27 marzo 1871.
Questa fase segna il passaggio:
- dai giochi scolastici ai club;
- dalle regole locali a un codice più condiviso;
- dalle partite interne alle competizioni internazionali;
- da attività educativa a sport organizzato.
La RFU è ancora oggi la federazione responsabile del rugby di base e di alto livello in Inghilterra.

Come il rugby si diffuse nel mondo
La diffusione del rugby fu favorita dalle reti scolastiche, universitarie e commerciali britanniche.
Studenti, lavoratori, militari ed emigranti portarono il gioco in altri territori, dove nacquero:
- club;
- squadre scolastiche;
- federazioni;
- competizioni nazionali;
- incontri internazionali.
Nel 1886 Irlanda, Scozia e Galles fondarono l’International Rugby Football Board per affidare la gestione delle regole a un organismo neutrale. La federazione inglese entrò nel 1890. L’organizzazione si sarebbe successivamente trasformata nell’attuale World Rugby.
Il rugby sviluppò culture particolarmente forti in Paesi come:
- Irlanda;
- Galles;
- Scozia;
- Francia;
- Australia;
- Nuova Zelanda;
- Sudafrica;
- Argentina;
- Italia;
- isole del Pacifico.
Ogni Paese ha costruito un proprio stile, ma il vocabolario e molti elementi strutturali del gioco conservano l’impronta delle origini britanniche.
Rugby union, rugby league e rugby sevens
La parola “rugby” non identifica una sola formula.
Le tre versioni più conosciute sono:
Rugby union – 15 giocatori
La formula più tradizionale del rugby, caratterizzata da mischie, touche, ruck, maul e da una grande varietà di ruoli in campo.
Rugby league – 13 giocatori
Una versione con regole e struttura differenti, che prevede un numero limitato di azioni dopo il placcaggio.
Rugby sevens – 7 giocatori
Versione con partite brevi, campo ampio e ritmo elevato, caratterizzata da maggiore velocità e spazi di gioco.
Rugby union
È la formula alla quale ci si riferisce normalmente quando si parla di rugby a 15.
Ogni squadra schiera:
- otto avanti;
- sette trequarti.
Le diverse posizioni richiedono caratteristiche fisiche e tecniche differenti. Questa varietà spiega perché il rugby venga spesso descritto come uno sport adatto a persone con corporature, velocità e competenze diverse.
Rugby league
Il rugby league si sviluppò in seguito a una separazione avvenuta nel rugby inglese alla fine dell’Ottocento.
Si gioca con tredici giocatori e segue un regolamento proprio. Non deve quindi essere considerato una semplice versione ridotta del rugby union.
Rugby sevens
Il rugby a 7 utilizza un campo di dimensioni simili a quello del rugby a 15, ma con sette giocatori per squadra.
Gli spazi più ampi rendono particolarmente importanti:
- velocità;
- resistenza;
- passaggio;
- uno contro uno;
- capacità di leggere il campo;
- rapidità decisionale.
Il rugby a 15 comparve ai Giochi olimpici del 1900, 1908, 1920 e 1924. Lo sport tornò nel programma olimpico a Rio 2016 nella versione sevens, con tornei maschili e femminili.

Come si gioca a rugby: le regole fondamentali
Il regolamento completo è articolato e cambia in parte in base a:
- età;
- categoria;
- formato;
- federazione;
- competizione.
Per comprendere il gioco sono però sufficienti alcuni principi fondamentali.
L’obiettivo
Le due squadre cercano di segnare più punti degli avversari portando o calciando il pallone verso l’area di meta avversaria.
La collaborazione è indispensabile: il singolo giocatore può avanzare con il pallone, ma deve essere sostenuto dai compagni.
Il pallone si passa all’indietro
Un giocatore può correre in avanti con il pallone e può calciarlo in avanti.
Quando lo passa con le mani, però, il pallone non deve viaggiare verso la linea di meta avversaria. Il passaggio deve essere laterale oppure diretto all’indietro.
Un passaggio in avanti provoca normalmente l’interruzione del gioco e una mischia assegnata agli avversari. Anche un pallone perso in avanti con le mani o con le braccia può costituire un knock-on.
Questa apparente contraddizione è una delle caratteristiche centrali del rugby:
per avanzare, la squadra deve spesso passare il pallone all’indietro.
Il placcaggio
Il giocatore in possesso del pallone può essere fermato attraverso un placcaggio regolamentare.
Dopo il placcaggio:
- il portatore deve liberare il pallone;
- il placcatore deve lasciare l’avversario;
- gli altri giocatori possono contendersi il possesso rispettando posizione e regole;
- può formarsi un ruck.
La tecnica corretta è essenziale. Un placcaggio non è un gesto improvvisato e deve essere insegnato da allenatori qualificati.
Il ruck
Il ruck si forma quando il pallone è a terra e giocatori delle due squadre, rimanendo in piedi, cercano di conquistarlo o proteggerlo.
I giocatori devono entrare correttamente dal proprio lato e rispettare le linee di fuorigioco.
Il maul
Il maul si forma quando il portatore del pallone viene trattenuto da uno o più avversari, ma rimane in piedi ed è sostenuto da almeno un compagno.
La squadra in possesso può cercare di avanzare spingendo in modo organizzato.
La mischia
La mischia, o scrum, serve normalmente a riprendere il gioco dopo un’infrazione minore, come un passaggio in avanti o un knock-on.
Nel rugby a 15 partecipano otto giocatori per squadra. Nel rugby sevens ne partecipano tre.
La mischia richiede:
- tecnica;
- coordinazione;
- posizione corretta;
- preparazione fisica;
- rispetto dei comandi arbitrali.
Non deve essere imitata senza supervisione.
La touche
La touche, o lineout, viene utilizzata per riprendere il gioco dopo che il pallone ha oltrepassato la linea laterale.
I giocatori si dispongono in due file e competono per ricevere il lancio. Alcuni possono essere sollevati dai compagni, ma devono essere sostenuti in sicurezza durante il salto e il ritorno a terra.
Il fuorigioco
In generale, un giocatore si trova in posizione di fuorigioco quando è più vicino alla linea di meta avversaria rispetto al compagno che porta o ha giocato per ultimo il pallone.
Trovarsi in posizione di fuorigioco non costituisce sempre automaticamente un’infrazione. Il giocatore non può però intervenire finché non torna in gioco.
Come si segnano i punti
Nel rugby union si può segnare in quattro modi principali:
Try – 5 punti
Meta realizzata schiacciando il pallone nell’area avversaria.
Conversion – 2 punti
Calcio effettuato dopo una meta.
Penalty kick – 3 punti
Calcio piazzato assegnato dopo una infrazione.
Drop goal – 3 punti
Calcio effettuato durante il gioco dopo aver fatto rimbalzare il pallone.
Una meta di punizione assegna direttamente sette punti e non è seguita da trasformazione.
Perché la meta si chiama “try”?
Nelle prime forme del rugby, portare il pallone oltre la linea non assegnava inizialmente il punteggio principale.
Dava alla squadra la possibilità di tentare un calcio verso i pali: un try at goal.
Il termine try è rimasto, anche se la meta è oggi una delle principali azioni di punteggio.
Avanti e trequarti: i ruoli nel rugby
Nel rugby a 15 i giocatori vengono generalmente divisi in due grandi gruppi.
Gli avanti
Gli otto forwards partecipano in modo particolare a:
- mischie;
- touche;
- ruck;
- maul;
- conquista del possesso;
- gioco vicino ai punti d’incontro.
Tra gli avanti troviamo:
- piloni;
- tallonatore;
- seconde linee;
- flanker;
- numero 8.
I trequarti
I sette backs utilizzano soprattutto:
- velocità;
- passaggio;
- calcio;
- visione del campo;
- capacità di creare spazio;
- gioco aperto.
Tra i trequarti troviamo:
- mediano di mischia;
- apertura;
- centri;
- ali;
- estremo.
La separazione non significa che gli avanti non debbano saper passare o che i trequarti non debbano placcare.
Nel rugby contemporaneo tutti i giocatori devono sviluppare competenze tecniche, fisiche e decisionali.

I cinque valori del rugby
World Rugby identifica cinque valori fondamentali:
- integrity – integrità;
- passion – passione;
- solidarity – solidarietà;
- discipline – disciplina;
- respect – rispetto.
Questi valori non sono semplici parole promozionali.
Descrivono il modo in cui il rugby dovrebbe essere:
- giocato;
- allenato;
- arbitrato;
- seguito;
- vissuto fuori dal campo.
World Rugby sottolinea che il gioco deve essere praticato non soltanto secondo la lettera delle regole, ma anche rispettandone lo spirito.
Integrità
Significa comportarsi con onestà e rispettare il fair play, anche quando l’arbitro non può vedere ogni gesto.
Passione
È l’energia che spinge ad allenarsi, migliorare e sostenere la squadra.
Solidarietà
Nel rugby nessun giocatore può affrontare da solo ogni situazione.
La conquista e la protezione del pallone dipendono dalla collaborazione.
Disciplina
La fisicità del gioco richiede controllo.
Forza e aggressività sportiva devono restare dentro i limiti del regolamento.
Rispetto
Il rispetto riguarda:
- compagni;
- avversari;
- allenatori;
- arbitri;
- staff;
- regole;
- strutture.
È uno dei motivi per cui il rugby viene spesso scelto come attività educativa.
Il rugby è uno sport sicuro?
Il rugby è uno sport di contatto e comporta rischi che non devono essere minimizzati.
La sicurezza dipende da:
- tecnica corretta;
- preparazione fisica;
- progressione adatta all’età;
- regolamenti giovanili;
- allenatori qualificati;
- controllo dell’equipaggiamento;
- rispetto delle regole;
- gestione corretta degli infortuni;
- capacità di fermare l’attività quando necessario.
World Rugby considera la preparazione tecnica e fisica una parte essenziale della riduzione dei rischi e propone percorsi specifici come Rugby Ready.
Il placcaggio non si impara da soli
Una tecnica errata può aumentare il rischio per chi placca e per chi riceve il placcaggio.
Per questo devono essere insegnati progressivamente:
- posizione della testa;
- altezza del contatto;
- uso delle spalle;
- chiusura delle braccia;
- caduta;
- rilascio del giocatore;
- riposizionamento.
Anche mischia, touche, ruck e maul richiedono supervisione.
Un camp serio non deve soltanto far giocare molte ore: deve proporre un percorso adeguato a età, livello ed esperienza.

Il rugby è soltanto forza fisica?
No.
La forza è utile, ma il rugby richiede anche:
- coordinazione;
- agilità;
- velocità;
- resistenza;
- tecnica di passaggio;
- capacità di calciare;
- comunicazione;
- lettura degli spazi;
- memoria tattica;
- decisioni rapide;
- autocontrollo.
La varietà dei ruoli permette a giocatori con caratteristiche differenti di contribuire alla squadra.
Un atleta veloce può essere particolarmente efficace negli spazi aperti. Un giocatore robusto e tecnicamente preparato può essere determinante nella conquista del pallone. Un mediano deve leggere il gioco e prendere decisioni sotto pressione.
Il rugby non premia una sola qualità fisica.
Perché allenarsi a rugby in inglese
Durante un Rugby Camp internazionale, l’inglese non viene utilizzato soltanto durante le lezioni.
Serve per:
- comprendere le istruzioni;
- comunicare con l’allenatore;
- chiamare gli schemi;
- avvertire un compagno;
- chiedere il pallone;
- organizzare la difesa;
- capire le correzioni;
- commentare un’azione;
- socializzare con la squadra.
Questo rende la lingua uno strumento concreto.
Un ragazzo può comprendere più facilmente termini e strutture perché li collega immediatamente a:
- movimenti;
- obiettivi;
- errori;
- correzioni;
- situazioni di gioco.
È il principio alla base dei programmi che uniscono corso di inglese e sport durante un Summer Camp: la lingua viene usata per agire, collaborare e prendere decisioni, non soltanto per completare esercizi.
Vocabolario inglese del rugby
rugby pitch
Campo da rugby.
try line
Linea di meta.
in-goal area
Area di meta.
try
Meta.
conversion
Trasformazione.
penalty kick
Calcio di punizione.
drop goal
Calcio di rimbalzo.
pass
Passaggio.
forward pass
Passaggio in avanti.
knock-on
Pallone perso in avanti.
tackle
Placcaggio.
ruck
Raggruppamento con pallone a terra.
maul
Raggruppamento con portatore in piedi.
scrum
Mischia.
lineout
Touche.
offside
Fuorigioco.
forwards
Avanti.
backs
Trequarti.
scrum-half
Mediano di mischia.
fly-half
Mediano d’apertura.
wing
Ala.
full-back
Estremo.
team-mate
Compagno di squadra.
opponent
Avversario.
referee
Arbitro.
coach
Allenatore.
training session
Sessione di allenamento.
teamwork
Lavoro di squadra.
game plan
Piano di gioco.
player welfare
Tutela del giocatore.
Frasi utili durante l’allenamento
Pass the ball!
Passa il pallone!
Move into space!
Muoviti nello spazio!
Stay onside!
Rimani in gioco!
Support the ball carrier!
Sostieni il portatore del pallone!
Keep the defensive line!
Mantieni la linea difensiva!
Who is marking the winger?
Chi sta marcando l’ala?
What did I do wrong?
Che cosa ho sbagliato?
Can you show me the movement again?
Puoi mostrarmi di nuovo il movimento?
Where should I stand?
Dove devo posizionarmi?
Good tackle!
Bel placcaggio!
Attività di inglese sul rugby
Per studenti A1–A2
Gli studenti possono:
- imparare i nomi dell’equipaggiamento;
- riconoscere le parti del campo;
- abbinare parole e immagini;
- descrivere un’azione semplice;
- impartire istruzioni brevi.
Esempi:
- Pass the ball.
- Run forward.
- Kick the ball.
- Stay behind me.
- Stop at the try line.
Per studenti B1
Gli studenti possono:
- spiegare le regole fondamentali;
- descrivere il ruolo preferito;
- raccontare una partita;
- confrontare rugby e calcio;
- preparare una scheda su William Webb Ellis.
Domanda:
Why can a rugby team move forward if players pass the ball backwards?
Per studenti B2
Gli studenti possono:
- discutere la differenza tra regole e spirito del gioco;
- analizzare il ruolo della disciplina;
- confrontare rugby union e sevens;
- organizzare un dibattito sulla sicurezza;
- preparare una presentazione sulla storia del rugby.
Domanda per il dibattito:
Are the traditional values of rugby still visible in professional sport?
Come funziona un Rugby Camp in Inghilterra
Un Rugby Camp in Inghilterra non dovrebbe essere confuso con un normale programma Multi Activities nel quale il rugby compare occasionalmente tra molti sport.
In un camp specialistico, il rugby costituisce una parte centrale del soggiorno.
Il programma può includere:
- valutazione del livello iniziale;
- tecnica individuale;
- passaggio;
- ricezione;
- gioco al piede;
- placcaggio;
- attacco;
- difesa;
- lettura degli spazi;
- preparazione fisica;
- situazioni di partita;
- comunicazione;
- lavoro di squadra;
- analisi e correzione.
La struttura effettiva dipende dal camp, dall’età e dalla formula scelta.
Il programma VIVA attualmente pubblicato richiede esperienza rugbistica pregressa e non deve essere considerato un corso introduttivo per chi non ha mai praticato questo sport. Fascia d’età, campus, date, ore e formule devono sempre essere controllati nella scheda aggiornata.
Inglese e rugby
La formula English & Rugby combina generalmente:
- lezioni di inglese;
- allenamenti specialistici;
- vita in campus;
- attività serali;
- partecipazione internazionale.
Il vantaggio è utilizzare la lingua in due contesti differenti:
- durante il corso;
- sul campo e nella vita quotidiana.
Formula sportiva intensiva
Alcuni programmi possono prevedere una formula con più ore di sport e senza il normale corso di inglese.
Questo non significa che la lingua scompaia: l’inglese continua a essere utilizzato con allenatori, staff e altri studenti.
La scelta dipende da:
- obiettivo principale;
- livello sportivo;
- livello linguistico;
- intensità desiderata;
- autonomia;
- disponibilità del programma.
A chi è adatto un Rugby Camp?
Un Rugby Camp specialistico è indicato soprattutto per ragazzi che:
- praticano già rugby;
- desiderano migliorare;
- accettano allenamenti strutturati;
- sanno rispettare regole e orari;
- vogliono confrontarsi con allenatori nuovi;
- sono pronti a usare l’inglese;
- apprezzano il lavoro di squadra;
- possiedono sufficiente autonomia per un contesto internazionale.
Non è la scelta migliore per chi:
- non ha mai giocato;
- cerca soltanto attività ricreative;
- non gradisce lo sport di contatto;
- non è disponibile a ricevere correzioni tecniche;
- preferisce provare molti sport differenti.
In quest’ultimo caso può essere più adatto un Multi Sport Camp o un programma Multi Activities.
Come scegliere il Rugby Camp giusto
Prima di prenotare è utile verificare:
- età ammessa;
- esperienza minima richiesta;
- apertura a ragazzi, ragazze o entrambi;
- valutazione iniziale;
- numero di ore;
- formula con inglese;
- formula solo sport;
- livello degli allenatori;
- rapporto tra coach e giocatori;
- regole di sicurezza;
- sistemazione;
- assistenza;
- escursioni;
- trasferimenti;
- assicurazione;
- equipaggiamento necessario.
La categoria dedicata ai Summer Camp di rugby permette di confrontare i programmi disponibili senza confondere il contenuto storico con le schede commerciali aggiornate.
Inghilterra o Irlanda?
La scelta non dipende soltanto dal Paese.
Bisogna confrontare:
- fascia d’età;
- ammissione maschile o mista;
- esperienza richiesta;
- tipo di coaching;
- ore di rugby;
- presenza del corso di inglese;
- campus;
- sistemazione;
- date;
- livello di autonomia.
Oltre al programma inglese, VIVA propone anche un Munster Rugby Camp in Irlanda.
Le due proposte non devono essere considerate intercambiabili: requisiti e organizzazione devono essere verificati nelle rispettive schede.
Errori comuni sulla storia e sulle regole del rugby
Dire che William Webb Ellis inventò sicuramente il rugby
La storia del 1823 è una tradizione simbolica, non un fatto dimostrato con certezza.
Far discendere direttamente il rugby dai giochi dell’antica Grecia o di Roma
Esistevano molti antichi giochi con la palla e il contatto, ma non è possibile costruire una linea evolutiva certa e diretta fino al rugby moderno.
Dire che il rugby entrò alle Olimpiadi soltanto nel 2016
Il rugby a 15 fu presente nel programma olimpico nel 1900, 1908, 1920 e 1924. Nel 2016 tornò nella versione sevens.
Pensare che nel rugby il pallone non possa mai andare in avanti
Il pallone può essere portato o calciato in avanti. Non può essere passato in avanti con le mani.
Considerare mischia e placcaggio semplici prove di forza
Sono azioni tecniche che richiedono posizione, coordinazione, preparazione e rispetto delle regole.
Pensare che tutti i Rugby Camp accettino principianti
I requisiti cambiano. Un’accademia specialistica può richiedere esperienza pregressa.
Considerare inglese e allenamento due attività separate
In un camp internazionale, la lingua viene utilizzata durante spiegazioni, esercizi, partite e vita di squadra.
Dalla storia del rugby all’esperienza sul campo
Il rugby non nacque in un solo giorno e non venne costruito da una sola persona.
La leggenda di William Webb Ellis è il simbolo più famoso, ma la storia dello sport passa soprattutto attraverso:
- le scuole inglesi;
- le prime regole scritte;
- la nascita dei club;
- la Rugby Football Union;
- gli incontri internazionali;
- l’evoluzione della sicurezza;
- la diffusione mondiale;
- la continuità dei suoi valori.
Conoscere questa storia aiuta un giovane giocatore a comprendere che il rugby non consiste soltanto nel segnare o placcare.
Significa anche:
- rispettare;
- comunicare;
- collaborare;
- assumersi responsabilità;
- controllare la propria forza;
- sostenere la squadra;
- accettare le decisioni;
- imparare dagli errori.
Allenati in Inghilterra
Il Rugby Camp in Inghilterra è pensato per giovani giocatori che vogliono migliorare tecnica, tattica, preparazione e uso dell’inglese in un ambiente internazionale.
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Confronta i programmi
Età, esperienza richiesta, formule e composizione dei gruppi cambiano da un programma all’altro.
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Per confrontare Rugby Camp, programmi Multi Sport e altre esperienze tematiche:
Scopri le vacanze studio e i Summer Camp in Inghilterra
Allenarsi in Inghilterra non significa soltanto visitare il Paese nel quale il rugby moderno ha sviluppato le proprie regole. Significa usare ogni giorno la lingua dello sport, confrontarsi con metodi diversi e scoprire quanto tecnica, disciplina e lavoro di squadra possano aiutare a crescere dentro e fuori dal campo.