Gli adolescenti italiani trascorrono in media tre ore al giorno online, e più di un terzo degli studenti delle superiori supera le cinque ore di schermo quotidiane. Il primo smartphone arriva presto: quasi la metà dei bambini lo riceve entro i dieci anni e oltre il novanta per cento entro i dodici. L’Istituto Superiore di Sanità stima che l’uso problematico dello smartphone riguardi oltre il 25% degli adolescenti, con effetti documentati su sonno, concentrazione e relazioni. Dal giugno 2025 il divieto di usare il cellulare in classe è stato esteso anche alle scuole superiori. Ma i dati raccontano anche l’altra faccia: l’83% dei ragazzi tra i 12 e i 17 anni pratica regolarmente attività fuori casa.

Il rapporto tra i ragazzi e le tecnologie viene raccontato quasi sempre in due modi opposti: l’allarme o la scrollata di spalle. I dati disponibili raccontano qualcosa di più preciso, e in parte contraddittorio.

Qui trovi le cifre aggiornate, con la fonte e l’anno di ciascuna, e alcune osservazioni che vengono dalla nostra esperienza diretta con centinaia di adolescenti in soggiorno all’estero.

Quante ore stanno online gli adolescenti italiani?

La media è di tre ore al giorno tra i 12 e i 17 anni, secondo un’indagine su campione rappresentativo condotta nel 2025.

Ma la media nasconde le differenze. Un’altra rilevazione, sempre del 2025, indica che il 36% degli studenti delle scuole secondarie supera le cinque ore di schermo al giorno, e che otto su dieci dichiarano di perdere la cognizione del tempo quando sono online.

Lo smartphone è il mezzo principale: tra i 14 e i 17 anni, il 92% lo usa ogni giorno per navigare.

A che età arriva il primo smartphone?

È il dato che sorprende di più, ed è recente.

  • 46,4% dei bambini riceve il primo smartphone entro i dieci anni
  • 90,4% lo riceve entro i dodici

Nello stesso studio emerge una contraddizione evidente: il 66,7% dei genitori chiede il divieto assoluto degli smartphone in classe, mentre più di nove su dieci consegnano il telefono al figlio prima delle medie. E il 43% dichiara di usarlo abitualmente per geolocalizzare i figli.

Anche tra i più piccoli il fenomeno cresce: la quota di bambini tra i 6 e i 10 anni che usa il cellulare ogni giorno è passata dal 18% del 2018-19 al 33% del 2022-23.

bambini-rapiti-dai-loro-smarphone-tecnologie

Group of teenage sad friends holding phones and browsing sitting on stairs near school building after lerning day. Happy positive teens friends texting on cellphones gadgets and talking.

Quali sono i rischi documentati?

L’Istituto Superiore di Sanità stima che l’uso problematico dello smartphone riguardi oltre il 25% degli adolescenti, con effetti documentati su sonno, concentrazione e relazioni.

Il tema è più delicato di una semplice questione di ore. Gli adolescenti sono considerati particolarmente esposti perché le aree del cervello legate ad autocontrollo, pianificazione e gestione degli impulsi sono ancora in sviluppo, mentre le piattaforme sono progettate per prolungare il tempo di connessione.

Sul fronte delle relazioni, i dati Istat riferiti al 2023 indicano che il 21% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni dichiara di essere stato vittima di bullismo nell’anno precedente all’intervista.

i-giovani-e-la-tecnologia

Cosa prevede la legge sul cellulare a scuola?

Con una circolare del 16 giugno 2025, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha esteso il divieto di utilizzo del cellulare in classe anche alle scuole secondarie di secondo grado, dove prima riguardava solo i gradi inferiori.

La misura si accompagna alla riforma del voto di condotta, operativa dall’anno scolastico 2025/2026, che reintroduce il peso del comportamento nella valutazione complessiva.

Ma i ragazzi vivono solo online?

No, e questo è il dato che smentisce il luogo comune più diffuso.

L’83% degli adolescenti tra i 12 e i 17 anni pratica regolarmente attività fuori casa: sport, corsi, volontariato, incontri con gli amici. Il 63% pubblica contenuti online quasi tre volte a settimana, ma la vita digitale e quella reale non si escludono: si sovrappongono.

Allo stesso tempo, uno studente su cinque riconosce che l’uso del telefono ha peggiorato il proprio rendimento scolastico.

i-giovani-passano-ancora-molto-tempo-fuori-casa.

Cosa succede quando l’ambiente cambia

Qui usciamo dai dati nazionali ed entriamo nella nostra osservazione diretta.

Ogni estate accompagniamo centinaia di adolescenti in soggiorni studio all’estero, in contesti dove le condizioni cambiano: giornate piene, gruppi internazionali, connessione disponibile ma non ovunque, e regole condivise sull’uso del telefono negli spazi comuni.

Cosa hanno osservato le Group Leader durante una vacanza studio a Cirencester

Le Group Leader appena rientrate da Cirencester hanno notato alcuni cambiamenti concreti già nel corso della prima settimana. Nei primi giorni il telefono rappresentava ancora un punto di riferimento costante, soprattutto nei momenti liberi; con il passare del tempo, però, molti ragazzi hanno iniziato a lasciarlo più spesso in camera per partecipare alle attività o stare insieme ai compagni.

Anche i pasti hanno avuto un ruolo importante. A tavola gli studenti hanno dovuto adattarsi a orari, abitudini e piatti diversi da quelli di casa. Dopo le prime esitazioni, il momento del pranzo e della cena è diventato un’occasione per confrontarsi, raccontarsi la giornata e conoscere meglio anche i ragazzi degli altri gruppi.

La sera, terminato il programma delle attività, emergeva una maggiore autonomia: i ragazzi imparavano a organizzarsi, rispettare gli orari e condividere gli spazi senza la supervisione continua degli adulti. Proprio in questi momenti si consolidavano amicizie e dinamiche di gruppo.

Secondo le accompagnatrici, le regole funzionavano soprattutto quando venivano spiegate e condivise. Comprendere il motivo di un orario, di un limite nell’uso del telefono o di una disposizione del college rendeva gli studenti più collaborativi rispetto a un semplice divieto. È anche attraverso queste piccole responsabilità quotidiane che una vacanza studio diventa un’esperienza di crescita.

Non è una disintossicazione e non lo presentiamo come tale: è un cambio di contesto, che dura due o tre settimane. Ma è un’osservazione che pochi possono fare su numeri così ampi, e che dice qualcosa su quanto il comportamento dipenda dall’ambiente più che dall’individuo.

Le fonti citate in questa pagina

  • Censis, Rapporto 2026 Essere genitori oggi — età del primo smartphone, opinione dei genitori sul divieto in classe, geolocalizzazione
  • Altroconsumo, indagine su ragazzi 12-17 anni, 2025 — ore online, attività fuori casa, pubblicazione di contenuti, rendimento scolastico
  • Istituto Superiore di Sanità, rapporto ISTISAN — uso problematico dello smartphone
  • Save the Children, Educare al Digitale, marzo 2025 — uso quotidiano tra i 6 e i 10 anni
  • Skuola.net, indagine Safer Internet Day 2025 — ore di schermo, percezione del tempo
  • Istat — bullismo tra gli 11 e i 19 anni, uso quotidiano dello smartphone tra i 14 e i 17 anni
  • Ministero dell’Istruzione e del Merito, circolare del 16 giugno 2025 — divieto del cellulare nelle scuole secondarie di secondo grado

Dati aggiornati ad agosto 2026. Le rilevazioni citate si riferiscono agli anni indicati: per un lavoro scolastico conviene sempre verificare se esistono edizioni più recenti.

Se stai preparando un soggiorno all’estero

Le regole sull’uso del telefono durante un soggiorno studio sono una delle domande che i genitori ci fanno più spesso: quanto si può usare, quando, come si comunica con casa. Ne parliamo insieme agli altri aspetti dell’assistenza in sicurezza in vacanza studio: cosa deve garantirti chi porta tuo figlio all’estero.

Se invece vuoi capire com’è organizzata una giornata in un soggiorno per adolescenti, il punto di partenza sono le vacanze studio 14-17 anni.

FAQ SUI GIOVANI E LE TECNOLOGIE

In media tre ore al giorno nella fascia 12-17 anni. Il 36% degli studenti delle scuole secondarie supera però le cinque ore di schermo quotidiane, e otto su dieci dichiarano di perdere la cognizione del tempo quando sono online.

Il 46,4% lo riceve entro i dieci anni e il 90,4% entro i dodici, secondo il Rapporto Censis 2026. Nello stesso studio il 66,7% dei genitori si dichiara favorevole al divieto assoluto degli smartphone in classe.

L’Istituto Superiore di Sanità stima che riguardi oltre il 25% degli adolescenti, con effetti documentati su sonno, concentrazione e relazioni.

Sì. Con una circolare del 16 giugno 2025 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha esteso il divieto di utilizzo del cellulare in classe anche alle scuole secondarie di secondo grado, dove in precedenza riguardava solo i gradi inferiori.

No. L’83% degli adolescenti tra i 12 e i 17 anni pratica regolarmente attività fuori casa, dallo sport ai corsi al volontariato. Vita digitale e vita reale non si escludono: nella maggior parte dei casi si sovrappongono.

Secondo i dati Istat riferiti al 2023, il 21% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni dichiara di essere stato vittima di bullismo nell’anno precedente all’intervista.

Uno studente su cinque riconosce che l’uso del telefono ha peggiorato il proprio rendimento. Il dato è dichiarato dagli studenti stessi e riguarda la percezione, non una misurazione oggettiva dei risultati.

Perché le aree del cervello legate all’autocontrollo, alla pianificazione e alla gestione degli impulsi sono ancora in fase di sviluppo, mentre le piattaforme digitali sono progettate per prolungare il tempo di connessione.

Andrea Barbieri
Andrea Barbieri

Andrea Barbieri è General Manager di VIVA e L’astrolabio, realtà specializzate in Study Travel, e da oltre dieci anni guida un network di quattro agenzie di viaggio e scrive di turismo su molti blog. Ex giornalista, dal 1994 è stato fondatore e CEO di diverse società nel digital marketing, portando in azienda un approccio data‑driven alla crescita e alla comunicazione. In VIVA e L’astrolabio coordina strategia, prodotto e qualità dell’esperienza per famiglie, scuole e docenti, con focus su trasparenza dei costi, sicurezza e utilità dei contenuti per aiutare chi sceglie un’esperienza di studio all’estero a decidere in modo informato.